Boom Polmoni Urbani, in Sicilia tre progetti di riqualificazione urbana

Boom Polmoni Urbani, in Sicilia tre progetti di riqualificazione urbana

Boom perché si vuole creare qualcosa di nuovo e dirompente per la Sicilia, un nuovo modo di fare sviluppo investendo direttamente sulle idee senza intermediari; Polmoni urbani perché si vuole creare all’interno delle nostre città dei luoghi che abbiano una funzione vitale, quella di far – nuovamente – respirare l’intero organismo città e ognuno dei suoi abitanti.  Sono queste le due parole chiave del progetto avviato dal Farm Cultural Park di favara insieme al Movimento 5 Stelle Sicilia nel 2015, che sta proseguendo il suo percorso con i tre progetti finalisti.
Sono i territori di Caltanissetta, Mazara del Vallo e il quartiere San Berillo di Catania i tre polmoni che hanno sbaragliato la concorrenza aggiudicandosi la somma di 120 mila euro cadauno, erogata a tranche annuali di 40 mila euro, con lo scopo di creare nuovi centri di aggregazione, crescita, formazione, confronto; luoghi in cui si possa respirare l’ossigeno delle idee.
Per saperne di più e conoscere lo stato in cui si trovano attualmente i progetti ne abbiamo parlato con lo staff Comunicazione del Movimento.

Com’è nata l’idea di Boom Polmoni Urbani?
“Boom Polmoni Urbani nasce da una collaborazione tra il Movimento 5 Stelle Sicilia e il Farm Cultural Park di Favara. Insieme all’amico Andrea Bartoli avevamo più volte espresso il desiderio di collaborare insieme in un grande progetto di rigenerazione urbana che potesse replicare il modello di sviluppo della Farm di Favara, e questo è stato possibile grazie ai fondi ottenuti dal taglio degli stipendi dei quattordici Deputati del Movimento 5 Stelle al Parlamento Regionale Siciliano. Polmoni Urbani ha messo ha disposizione 360.000 € a fondo perduto per i tre progetti vincitori del nostro contest che si sono quindi aggiudicati ben 120.000 € ciascuno. Durante le fasi di selezione abbiamo ricevuto circa centosettanta progetti, che dopo una fase di scrematura e valutazione si sono ridotti a dieci finalisti, tra questi la scelta non è stata semplice, ma alla fine l’hanno spuntata i ragazzi di “Street Factory Eclettica” di Caltanissetta, un progetto che prevede la conversione della vecchia pista di pattinaggio comunale in uno spazio per l’arte, gli orti urbani e gli sport di strada, secondo classificato e il team “Periferica” di Mazara del Vallo (TP), dove si vuole recuperare un’antica cava di tufo abbandonata attraverso degli interventi di microarchitettura che coinvolgono ogni anno centinaia di artisti e di architetti provenienti da ogni parte del mondo, infine a Catania troviamo “Trame di Quartiere”, un progetto ambizioso che prende piede nel difficile quartiere di San Berillo, che vuole ridare identità ai suoi abitanti e alla loro storia attraverso un attento lavoro di ricerca delle fonti storiche ma soprattutto con la realizzazione di una web serie dove gli attori sono proprio gli abitanti del quartiere.”

Chi ha valutato i progetti?
“Per assicurare la massima imparzialità sono stati nominati tre valutatori non siciliani e di altissimo livello: Catterina Seia, esperta in economia della cultura e vicepresidente della Fondazione Fitzcarraldo; Annibale D’Elia, esperto di innovazione sociale e politiche giovanili, ed Emilio Casalini, giornalista. Il loro lavoro è stato fondamentale perché grazie alla loro esperienza hanno potuto scegliere quei progetti che col tempo si sono dimostrati vincenti sotto ogni punto di vista.”

Cosa avevano più degli altri i tre vincitori?
“Uno dei requisiti fondamentali per ottenere un alto punteggio durante la fase di selezione è stata la presenza di un immobile dove svolgere le attività, questo perché lo spirito di Polmoni Urbani era quello di finanziare un progetto che fungesse da volano per il rilancio di una zona critica presente nelle nostre città, altro requisito determinante è stata la sostenibilità dei progetti, vogliamo infatti che i tre Polmoni Urbani siano in grado di camminare da soli anche alla fine del nostro affiancamento. Ma soprattutto i tre Polmoni hanno proposto idee innovative e realizzabili, erano progetti ragionati e ben strutturati che oltre a farci entusiasmare ci hanno dato la certezza di poter scommettere su di loro.”

In quale fase si trova attualmente il progetto?
“Siamo a metà del nostro percorso, tra non molto inizierà l’ultimo anno, quello dove i tre progetti inizieranno a raccogliere concretamente i frutti del loro lavoro. Sarà un periodo cruciale, perché dovranno anche fare tesoro dell’esperienza dei primi due anni per impostare il lavoro in modo da essere autosostenibili. Il nostro obiettivo non era solo quello di finanziare tre idee per poi lasciarle in balia del destino, ma assicurarci che possano continuare a svolgere un ruolo di traino per i loro territori. In questo momento i tre Polmoni sono già attivi e operanti sul territorio, hanno già lanciato diverse iniziative, organizzato festival, workshop, ma soprattutto sono diventati un punto di riferimento per chi oggi in Sicilia vuole impegnarsi nella rigenerazione urbana.”

Prevedete di fare altre edizioni?
“Al momento non sono previste nuove edizioni, avremmo potuto farlo, elargendo come spesso fanno i privati o la pubblica amministrazione grandi somme di denaro per lanciare ogni anno nuove iniziative, ma preferiamo seguire i tre progetti in modo da renderli tre modelli di sviluppo concreti, non la solita iniziativa pubblicitaria che finisce ancor prima di nascere. Se il Movimento 5 Stelle dovesse essere scelto dai cittadini per governare la Sicilia vorremmo che Polmoni Urbani diventasse un programma regionale come è stato fatto dalla Regione Puglia con Bollenti Spiriti, in modo che la rigenerazione urbana possa diventare una buona pratica per il nostro territorio. Bisogna capire che il tempo dell’edilizia selvaggia è finito, abbiamo vissuto i danni dell’epoca del cemento e ne stiamo pagando le conseguenze, bisogna invece investire nel recupero dei nostri centri urbani e nella rilettura della città come luogo capace di reinventarsi e non espandersi. Questa è la vera sfida dei prossimi decenni, per ridare anche identità alle città e ai loro abitanti, troppo spesso oggi incapaci di leggere la storia dei loro luoghi d’origine e a sentirsi parte attiva ed integrante del tessuto urbano.”

Angela Amoroso

Fonte articolo “Edicola Innovazione”: https://goo.gl/gOWS1E