“Boom Polmoni Urbani”, da due anni per la rigenerazione urbana in Sicilia

“Boom Polmoni Urbani”, da due anni per la rigenerazione urbana in Sicilia
Rigenerazione urbana in Sicilia? Da due anni va avanti Boom Polmoni Urbani, un progetto pilota targato Movimento 5 Stelle che vuole essere un laboratorio di buone pratiche per la futura politica regionale pentastellata sui centri storici e le aree abbandonate.

 
Boom Polmoni Urbani adesso è al Giro di boa. Il concorso di idee promosso dal MoVimento 5 Stelle Sicilia e in collaborazione con la Farm Cultural Park di Favara si appresta ad entrare nel suo terzo ed ultimo anno di attività. L’iniziativa lanciata nel febbraio 2015 metteva in palio un premio da 360.000 € a fondo perduto per i primi tre progetti risultati vincitori da una selezione di oltre 170 proposte pervenute da tutta la Sicilia. I vincitori si sono aggiudicati 120 mila euro cadauno previsti dal bando che sono stati erogati a tranche annuali di 40 mila euro.
I progetti sono stati selezionati da una giuria esterna di professionisti, composta da Catterina Seia, esperta in economia della cultura, dal giornalista Emilio Casalini e da Annibale D’Elia, esperto di innovazione sociale e politiche giovanili. Boom Polmoni Urbani nasce dall’idea di creare all’interno delle città, dei luoghi che abbiano una funzione vitale, quella di far respirare (nuovamente) l’intero organismo città e ognuno dei suoi abitanti. Un po’ quello che sta succedendo a Favara, con la  “Farm cultural Park”, dove un gruppo di sognatori e di professionisti ha fatto rinascere il centro storico del piccolo centro in provincia di Agrigento.

“In uno scenario politico in cui le priorità sono i rimpasti o mettere toppe ai danni della ‘malapolitica’ – sottolinea Claudia La Rocca – manca la capacità di puntare sulle nostre risorse, non solo in termini di luoghi, ma soprattutto in termini di persone, di forze sane, intelligenze. Mancano le possibilità reali per i giovani che hanno voglia di fare, spesso costretti a lasciare la nostra isola. Boom Polmoni Urbani è un segnale da parte nostra e solo l’inizio di una bella avventura”.

“Boom Polmoni Urbani – spiega Gianina Ciancio – è un’esperienza molto importante per noi, ci ha dato la prova che ci sono siciliani che vogliono mettersi in gioco e che non vogliono vivere di assistenzialismo, i vincitori hanno tutte le carte in regola per innescare un circolo virtuoso, per portare avanti uno sviluppo reale”.

 
Guardiamo nel dettaglio i tre Polmoni già attivi:
Street Factory eCLettica, progetto nisseno portato avanti da 5 giovani ragazzi che hanno riqualificato la vecchia pista di pattinaggio di Caltanissetta di oltre 3000 mq, ormai abbandonata da 15 anni. I l progetto intende realizzare un polo attrattivo sportivo-culturale e di aggregazione sociale attraverso la riqualifica dell’impianto in disuso, integrandone all’interno lo skatepark comunale, anch’esso in totale degrado poiché ubicato in un’area inadatta e mai gestita. Oltre all’ambito di intervento sportivo, l’idea mira ad un connubio artistico-culturale realizzando una “Street Factory”, la prima nel suo genere in Italia e in tutta Europa.
Per Street Factory si intende un contesto di incubazione artistica e sportiva, una fucina per i giovani in cui esprimersi con l’obiettivo di realizzare i propri talenti, un luogo in cui approcciarsi alle nuove arti espressive in un contesto di legalità, così come ai vari street sports (pattinaggio, skateboarding e sue varianti, mini bmx, hockey, minihockey) potendoli finalmente praticare in maniera sicura e dilettantistica con l’obiettivo di affacciarsi un giorno all’agonismo. Il tutto grazie alla messa a disposizione di spazi ed impianti ad hoc, di piccoli orti urbani, di workshop, corsi ed attività didattiche, immersi in una grande area espositiva e ricreativa dove si allestiranno mostre ed installazioni artistiche permanenti e temporanee, videoproiezioni e sperimentazioni, con il coinvolgimento di artisti e atleti di caratura internazionale.
 
Periferica è un progetto di rigenerazione urbana che prende piede all’interno di un’antica cava di tufo abbandonata, e che da quattro anni ha avviato nella periferia di Mazara del Vallo un processo di indagine, progettazione e costruzione partecipata mettendo a sistema università, associazioni ed imprese, ponendo il cittadino nella condizione i poter intervenire positivamente sul proprio territorio. Coordinato da un team multidisciplinare con un’età media di 28 anni, Il progetto culmina in un festival rivolto soprattutto a studenti universitari, che attraverso workshop mirati producono progetti d’architettura, allestimenti urbani e piani di comunicazione volti allo sviluppo di una prefissata area di progetto. Con questo iter, sperimentato e consolidato nelle due edizioni, è stato possibile portare alcune realtà marginali al centro dello sviluppo del territorio, collaborando con istituti scolastici, case famiglia, centri di accoglienza, comunità di quartiere. Cuore del progetto, una cava di tufo che ha ospitato le varie iniziative, ed un immobile adiacente che ha facilitato l’ospitalità degli studenti per la durata dell’evento.
È previsto che da questi spazi si ottengano gradualmente delle aree diversificate, partendo da servizi come una foresteria sostenibile, un corner food&drink, un Re-cycle & Vintage Shop, a supporto di iniziative come laboratori, talk, eventi di grandezza variabile, progetti di residenza artistico/creativa.
Infine a Catania nel delicato quartiere di San Berillo, troviamo il team di Trame Di Quartiere, il progetto nasce dalla consapevolezza che sia possibile usare le arti performative e audiovisive per riscoprire il patrimonio culturale materiale e immateriale di un luogo, rafforzare le relazioni cooperative tra le comunità che la abitano e costruire un’offerta culturale aperta a nuovi pubblici al fine di attivare processi di rigenerazione urbana. Attraverso questa innovativa modalità si vuol rendere fruibile una significativa parte del centro storico della città di Catania, l’antico quartiere San Berillo, che ha subito una delle più grandi operazioni urbanistiche di sventramento ed espulsione dei suoi abitanti in Italia dal secondo dopoguerra in poi. Il cuore del progetto prevede la costruzione di due laboratori: il primo è un laboratorio di “drammaturgia di comunità” con la partecipazione degli abitanti e di saperi esperti; il secondo è un laboratorio di produzione di web series su tematiche legate al quartiere e al suo patrimonio culturale. I laboratori rappresenteranno il luogo di elaborazione e sperimentazione, in chiave performativa e audiovisiva, dei contenuti multimediali di carattere storico, antropologico, urbanistico che prenderanno forma nel Centro “Trame Vive”, uno spazio espositivo e di documentazione, visitabile e consultabile da cittadini, turisti, studiosi. A completamento di esso, verranno creati, anche, dei percorsi turistici performativi permanenti all’interno del quartiere.
Riusciranno questi progetti a sopravvivere una volta esaurito il finanziamento del Movimento 5 Stelle? La sostenibilità è una delle sfide di chi fa rigenerazione urbana e soprattutto di chi cerca di fare della cultura anche una professione. Forse è ancora presto per prevedere il percorso di queste iniziative, ma di sicuro ad oggi rappresentano, insieme alla Farm Cultural Park di Favara, un laboratorio di idee e una speranza per le future politiche urbanistiche della Sicilia.
 
Fonte articolo: ilsicilia.it